Mi ero ripromessa che sarei stata ad aspettare l'evoluzione degli eventi, cosi' ho fatto.
E, ho avuta la conferma, della codardia, prevenzione, mal' animo di un intero paese.
Addormentato per piu' di trent'anni, lungo la via che lo stringe contro le pareti dei monti, e' stato risvegliato , solo grazie all'impegno stremante e all' entusiasmo mio e di tutti coloro che mi hanno sostenuta ed aiutata a realizzare la sfida.
Ci siamo lasciati a Settembre , dopo disguidi enormi, con la promessa che mai avrebbero rifatto la manifestazione senza di me, che ne ero stata la madrina.Oggi, dopo quasi un anno di silenzio, scopro , per caso che faranno l'evento. Si son nascosti come ladri e ovviamente a me hanno tagliato fuori.
Sono fortemente indignata di come tutto un paese sia soggiogato ai voleri di un unico reggente berlusconiano.
Di come nessuno di loro si senta di contraddirlo.
Di come si lascino guidare come pecore.
Ma, se cosi' non fosse, tutto cio' sarebbe ancor piu' grave in quanto dimostrazione di irriconoscenza totale e sfruttamento. Questa volta non penso che rimarrò zitta a guardare!
Ecco quel che si conta: un senso di piatta lontananza, una stanchezza nervosa , la paura della ferita, l'insonne volontà di credere, qualche sorriso smangiato agli angoli , pensieri codardi lasciati qua e là e la consapevolezza , immobile, di esser cosi' e in nessun altro modo.
Nessuna spiegazione per i libertari ma rimboccarsi le maniche e lavorare sodo!
Con questo caldo infernale sulla pelle, e' cosi' che mi potrei descrivere, con un'immagine, per altro presa oggi, cercando di scappare al fresco , al riparo delle vette apuane: nebbiosa
e a zigozago!
Ondeggio di traverso, cercando di cogliere segnali rivelatori.
In eterno conflitto tra cio' che si deve e cio' che si puo'.
Cercando di fare slalom tra i sensi di colpa e una buona dose di pensieri solitari.
Gustando un timido vento invocato ad alleviare l'afa soffocante.E mi sono pure fatta la bua !
Carrarini dove minchia siete? C'e' da salvare il nostro teatro, cazzo, non passate inermi davanti aspettando che, qualcun' altro, risolva il problema per voi!
Oltre che dal caldo, oggi , mi sento pervadere da un senso di amareggiata tristezza, quell' antico motivo di fondo del senso di colpa ed un misto rabbia per il Politeama Verdi che cade a pezzi!
Domanda riflessiva:
Il grado di delusa insoddisfazione è, quasi sempre, direttamente proporzionale, all'altezza delle aspettattive?
E, una volta razionalmente ridimensionate, se la delusione persiste, significa che, forse, non si e' , del tutto, sbagliata la valutazione?
Come si riesce ad azzerrare completamente la soggettività del gudizio?
A privarlo dei propri bisogni personali?
Ma, se mai vi si riuscisse, avrebbe, poi, lo stesso valore?